Ristorante vicino a Milano - Cascina Vittoria
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    Tra Pavia e Milano, nel cuore della Pianura Padana, la Cascina Vittoria è un antico edificio storico di fine ‘800, ristrutturato e curato nei dettagli.
    Dotato di un ampio parcheggio privato offre un’atmosfera intima e rilassante, in un ambiente rurale, accogliente e raffinato.

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    Cascina Vittoria
    Via Roma, 26 27010 Rognano (PV)



    To See & To Do


    To Visit


    Il castello Visconteo di Pavia

    Il castello Visconteo di Pavia più che una fortezza fu soprattutto la sede di una corte raffinata. Fu edificato da Galeazzo II Visconti a partire dal 1360 e terminato in soli cinque anni. I Visconti vollero anche realizzare una grandiosa area di caccia, il Parco della Vernavola, che si estendeva originariamente per una decina di chilometri, fino alla Certosa di Pavia; oggi parte del territorio del parco è ancora presente, ma non più collegata al castello.
    Nella seconda metà del XIV e nel XV secolo il maniero fu un importante centro di produzione artistica. Dei grandi cicli affrescati con battaglie, scene di caccia e di vita cortese che impreziosivano sale, porticati e logge, rimangono alcune importanti testimonianze, fra queste di particolare bellezza il decoro con imprese viscontee sul cielo stellato della "Sala Azzurra”, ricca di ori e lapislazzuli, e quella del piano superiore della medesima torre, forse sede della rinomata biblioteca viscontea, che custodiva più di mille codici, ordinata da Francesco Petrarca e trasportata nel 1500 in Francia dal re Luigi XII.
    Tra il XVI ed il XVII secolo, all'interno del castello fu creata una fonderia per realizzare cannoni in bronzo, riutilizzata poi in età napoleonica ed ingrandita quando il castello divenne l'arsenale d'artiglieria del Regno Italico, funzione che mantenne fino al 1814, quando la fonderia venne definitivamente chiusa.
    Il Castello di Pavia è stato acquistato dal Comune, restaurato negli anni '20 e '30 del XX secolo e, a partire dal secondo dopoguerra, è divenuto sede dei Musei Civici e sale per mostre d’arte temporanee.

    Certosa di Pavia

    La Certosa di Pavia colpisce con la bellezza delle sue architetture e dei suoi affreschi, il popolare complesso architettonico è il simbolo della città sul Ticino, un vero capolavoro. Per completare la sua costruzione ci sono voluti quasi 200 anni.
    Il primo progetto della Certosa, a pianta a croce latina, porta la firma di Bernardo da Venezia, lo stesso architetto del Duomo di Milano, così come lo stesso committente, Gian Galeazzo Visconti. La prima pietra venne posata nel 1396, l'ultima quasi due secoli dopo. Il conte non vide mai realizzata la sua opera dato che morì nel 1402 e fu sepolto proprio al suo interno. Sin dalle prime fasi di vita della Certosa il monastero ha ospitato monaci dediti alla preghiera e al lavoro. Dopo Certosini, Cistercensi e Carmelitani, oggi sono ancora i cistercensi a occuparsi della gestione del complesso, delle visite guidate, della vendita di prodotti tipici e di articoli sacri.
    La Certosa di Pavia contiene una preziosa concentrazione di dipinti, affreschi e decorazioni magnifiche. Di notevole importanza il polittico del Perugino, le figure alle pareti del Guercino, del Bergognone, di Giovan Battista Carlone e di Macrino d'Alba. Grande valore artistico viene attribuito anche al trittico degli Embriachi, in avorio, firmato da Baldassarre di Simone di Aliotto. Nel presbiterio si possono ammirare inoltre gli affreschi del Crespi e del Cerano, così come nel transetto, dove è collocata la tomba di Gian Galeazzo. Nella Certosa sono conservate anche le tombe di Ludovico il Moro e Beatrice d'Este.

    ll Naviglio Pavese

    ll Naviglio Pavese è un canale navigabile che scorre per 33,5 km e unisce Milano a Pavia. Fa parte del sistema dei navigli di Milano e come tutti gli altri navigli univa la funzione irrigua, attiva ancora oggi, a quella di via d'acqua.
    Ha origine dalla Darsena di Porta Ticinese e raggiunge il confine della provincia di Milano. Qui entra nel territorio del Pavese volgendo a sud-sud-est e prosegue di nuovo rettilineo sino a Pavia, che attraversa costeggiandone l'antico margine orientale fino a sfociare nel Ticino nella Darsena di viale Venezia.
    Fino circa alla metà del XX secolo fu utilizzato per la navigazione mercantile. Il tratto urbano milanese ospita diversi barconi, un tempo utilizzati per il trasporto, ora ancorati e riadattati a dehors di ristoranti e birrerie, frequentati da clienti soprattutto giovani fino ad ora tarda della notte.
    Si può percorrere in bicicletta o a piedi, ma è consigliabile rifornirsi di bottiglie d'acqua, in quanto, finito il tratto milanese, data la presenza di lunghissimi campi agricoli e prati, è difficile uscire dal percorso e raggiungere punti di ristoro. Sono rare anche le sedute e le zone all'ombra.
    Il naviglio dà l’idea di essere dritto e liscio, in realtà consiste in quasi 57 metri di dislivello, che non si notano affatto per merito dell'eccellente lavoro compiuto dall'uomo. A causa di questi dislivelli i duchi di Milano Visconti e Sforza rinunciarono alla sfida di un canale navigabile, e fu solo sotto Napoleone Bonaparte che il progetto riprese vita per essere portato a termine solo in seguito dagli austriaci, i quali completarono il canale, con i suoi salti e le sue conche, tra il 1817 e 1819.
    Non ci sono vere proprie ville lungo il Naviglio Pavese, tanto meno chiese, se non con qualche eccezione. Sono notevoli invece le numerose tecniche di ingegneria idraulica sapientemente ideate nel tempo.

    Milano, il Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele II e il Castello Sforzesco

    Sono tante le cose da fare e da vedere a Milano. Non solo città business ma anche città ricca di cultura, arte e storia. Quella di Piazza Duomo, della Galleria Vittorio Emanuele II e del Castello Sforzesco, simboli della ricchezza antica della città meneghina. Poi c’è la Milano di Leonardo Da Vinci, che mise il suo genio di architetto all’opera per rendere navigabili i navigli, recentemente recuperati, e luogo alla moda. Sempre Leonardo ha donato a Milano uno dei suoi più grandi capolavori: il Cenacolo, dipinto nel refettorio di Santa Maria delle Grazie. Poi c’è la Milano internazionale, quella che richiama ricchezza da tutto il mondo: quella di San Babila con la bella chiesa in stile neo-romanico, ma soprattutto con le vie della moda, le sfilate famose, le vetrine dei grandi marchi, le modelle in giro e le fuoriserie parcheggiate. Insomma, le cose da fare e vedere in questa città, non sono certo poche, a cui bisogna aggiungere il fascino di una grande metropoli europea e una cucina spesso sottovalutata rispetto a quella di Roma, Napoli o Firenze.

    Ecco i tre simboli più rappresentativi di Milano, da scoprire anche solo in un week end.
    Il più celebre è senz’altro il Duomo, la chiesa dedicata a Santa Maria Nascente, costruita per volere di Gian Galeazzo Visconti, icona della città, nonché una delle prime cose da vedere appena si mette piede nella città meneghina. La struttura è lunga 157 metri, larga 92 metri e che la guglia è alta 108,50 metri. I lavori cominciarono nel 1386 e favorirono la nascita di un monumento stupendo, dotato di meravigliose vetrate e di bellissime decorazioni scolpite. Questa maestosa struttura è la testimonianza più significativa di architettura gotica, unica nel suo genere perché vi si fondono caratteri nordici ed elementi lombardi.
    La bellezza del Duomo è completata dalla guglia maggiore dove troneggia la celebre Madonnina, statua di rame dorato, alta ben 4 metri. Nell’edificio ci sono in tutto 3.500 statue, compresi i 96 giganti dei doccioni. In una bella giornata di sole è possibile anche ammirare una meravigliosa vista sulla città e sulle Alpi dalla terrazza.
    La Galleria Vittorio Emanuele II è ritenuta invece il salotto di Milano, fu costruita perché nella prima metà del XIX secolo la città guardava le evoluzioni urbanistiche delle grandi capitali europee e desiderava esserne all’altezza.
    Nel 1859 l’idea di un passaggio coperto che mettesse in comunicazione Piazza Duomo e Piazza della Scala si fece sempre più concreta e così fu indetto un concorso internazionale per valutare le proposte di diversi architetti. Risposero ben 176 architetti e proposero le loro idee. Fra tutte spiccò quella di Giuseppe Mengoni, che pensò ad una lunga galleria attraversata da un braccio, con un’ampia sala ottagonale al centro dell’incrocio.
    Nel 1865 cominciarono i lavori con la sistemazione della prima pietra direttamente da parte di re Vittorio Emanuele II di Savoia, e due anni dopo la Galleria venne inaugurata anche se ancora incompleta e senza la presenza del re.
    La costruzione della Galleria porta con sé un epilogo tragico, infatti il suo ideatore, Giuseppe Mengoni, morì proprio durante un’ispezione della sua “creatura”. Molti non pensarono ad un incidente casuale, ma ad un vero e proprio suicidio dovuto alle numerose critiche rivolte alla sua opera e alla delusione causata dall’assenza del re all’inaugurazione; nessuno però poteva immaginare che il re fosse in pessime condizioni di salute e che sarebbe morto solo pochi giorni dopo.
    La Galleria è il salotto buono di Milano, dove ci si dà appuntamento per farsi vedere, fare shopping, o semplicemente prendere un caffè o un aperitivo.
    Il Castello Sforzesco, altra struttura celebre, accompagna la storia di Milano da 750 anni e ne è stato luogo emblematico in molte occasioni.
    La prima costruzione fu voluta da Galeazzo II ma fu Francesco Sforza, a dargli la forma attuale.
    Il Castello ha svolto quasi sempre il ruolo di cittadella militare ed è, ancora oggi, uno dei castelli più grandi d’Europa. Da sempre luogo legato alla guerra, alle dominazioni e ai lutti, quindi amato e odiato dai milanesi, nel Novecento il Castello cambiò volto e assunse l’aspetto confortante di un luogo di cultura, impiegato per tutelare le testimonianze dell’arte lombarda.
    Attualmente il Castello è ricco di musei: al piano terreno della Corte Ducale c’è il Museo d’Arte Antica, al primo piano la raccolta dei mobili e la Pinacoteca, al primo e secondo piano della Rocchetta ci sono le raccolte d’Arte Applicata e il Museo degli Strumenti Musicali, nel sotterraneo della Corte Ducale ci sono il Museo della Preistoria e Protostoria e il Museo Egizio. Contiene inoltre alcuni capolavori dell’arte italiana: gli affreschi di Leonardo, la Pietà Rondanini di Michelangelo, la Madonna in gloria e Santi Giovanni Battista, Gregorio Magno, Benedetto e Gerolamo del Mantegna, e lo straordinario ciclo di arazzi raffiguranti i dodici mesi del Bramantino.

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